POLISTENA - Nessuno può salvarsi da solo, in piedi costruttori di pace. Sospinti da una responsabilità collettiva, in tanti, a Polistena, ieri, al tramonto del primo giorno dell'anno, in occasione della 35^ edizione della Marcia della Pace di Capodanno, rischiarando, candele in mano, le vie della città, hanno mosso i primi passi di questo nuovo anno, con la volontà di continuare ad essere per tutto l'anno artigiani di pace.
Si mobilita per la Pace anche quest’anno, la comunità di Polistena e del comprensorio della Piana di Gioia Tauro. Tutto è pronto, infatti, per la tradizionale MARCIA DELLA PACE DI CAPODANNO
Il Treno della Memoria, giunto alla XIV edizione, è uno dei progetti più significativi al mondo che accompagna ragazzi di tutta Italia a visitare i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau.
«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione,
Anche quest’anno, migliaia di persone, sfidando vento, freddo e pioggia, non son voluti mancare al tradizionale appuntamento e son scesi in strada per dire il loro si alla pace, all’integrazione e all’uguaglianza ed il loro fermo no alla violenza, alla cultura mafiosa, all’illegalità diffusa.
“Dipingi le piazze di Pace”, l’iniziativa che le fraternità della Gi.Fra d’Italia realizzano ogni anno per dare sostegno al messaggio del Papa per la Giornata della Pace del 1 gennaio, quest’anno per il comprensorio della Diocesi di Oppido- Palmi, è stata realizzata a Polistena.
"Per la legalità, la giustizia e la pace: Noi ci siamo". Sotto questo slogan che campeggiava sulla striscione che ha aperto il corteo, ieri pomeriggio, in occasione della Giornata della memoria e dell'impegno, centinaia di ragazzi, oltre 500, numerosi genitori, 22 volontari impegnati nei campi estivi di "Libera" provenienti dalla provincia di Imola, e rappresentanti dello Spi-Cgil, hanno dato vita per le vie della città, ad una Marcia silenziosa, conclusasi con una Catena umanitaria che ha circondato, grazie a tanti mani unite, l'intera piazza della Repubblica.
COMMUNITY HUB
• Spazi di comunità •
Il Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi continua a mantenere le proprie porte aperte per la Didattica a Distanza di bambini e ragazzi di tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Non lasciamo indietro nessuno.
Offriamo gratuitamente gli spazi sanificati del Centro e l'accompagnamento da parte degli operatori volontari del Servizio Civile Universale.
È così che il Centro traduce in senso pieno la restituzione alla collettività dei beni confiscati alle mafie.
Da beni di pochi al bene per molti.
Per info contattare
il numero 0966 472874:
- telefonicamente dalle 09.00 alle 11.00;
- whatsapp dalle 09.00 / 11.00 e 15.00 / 17.00;
Ma cosa è successo nella seconda Assemblea del Cammino sinodale delle Chiese in Italia? Ribellione? Bocciatura? Affossamento? Insomma, deve essere capitato qualcosa di importante, se l’Assemblea
...La vita in città ha una caratteristica ben definita: siamo tutti vicini, ma tutti distanti. Al pari di un’infrastruttura stradale che connette il distante e separa il vicino, la città ha spezzato
...In Toscana sono appena 7 le Case di comunità sulle 156 in programma che possiamo definire “complete”, ovvero che dispongono di tutti i servizi obbligatori dichiarati dalla Regione come “attivi”,
...Chiesa della Trinità
Sabato e prefestivi : ore 20.30
Festivi : ore 09.00
Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.